Caratteristiche Tecniche

 

Grammatura – Dal punto di vista commerciale il peso della carta è probabilmente la sua caratteristica più importante. Ne deriva che l’utilizzatore ha tutto l’interesse a usare carte più leggere possibili. Pertanto il cliente specifica sempre nei suoi ordini il peso nominale della carta, intesa come peso contenuto nell’unità di superficie; si misura in gr / m2.

Spessore - Lo spessore è la distanza tra le due facce che delimitano il foglio. Lo spessore della carta è determinato, di regola, con lo spessimetro (detto comunemente micrometro perché misura i micron, ovvero la millesima parte del millimetro).

Carico di Rottura a secco - La resistenza alla trazione della carta (o carico di rottura) è la resistenza che una striscia presenta quando è sollecitata alla trazione, cioè quando alle sue estremità si applica una forza crescente. Questa a sua volta si deforma, aumentando la propria lunghezza, fino al momento in cui avviene la rottura. Lo sforzo agente in quel momento prende il nome di carico di rottura, ed è espresso in Newton (o in Kg). Questa caratteristica fisica è importante durante i cambi automatici dei rotoli.

Carico di rottura a umido - Per taluni impieghi si richiede che la carta mantenga una resistenza apprezzabile anche quando è satura d’acqua (es. durante l’impregnazione quando entra nel bagno di resina in soluzione acquosa, o durante la fase di stampa con inchiostri dispersi in acqua). L’esecuzione della prova è la stessa del carico di rottura a secco, ma è eseguita dopo aver immerso la parte centrale della striscia in acqua per trenta secondi. Il valore ottenuto si esprime in Newton.

Porosità Gurley - La permeabilità all’aria diminuisce con il progredire della raffinazione; si riduce anche per effetto della lisciatura (per schiacciamento) ed influenza la penetrazione della resina in fase d’impregnazione. La porosità Gurley indica il tempo necessario, in secondi, per far passare 100 ml d’aria attraverso una carta posta sopra un foro di un pollice quadrato (6.45 cm2) di superficie.

Lisciatura - La prova di liscio determina la regolarità e la specularità della superficie della carta. Migliore è la lisciatura maggiore è la facilità e la nitidezza della stampa e minor è il consumo d’inchiostro. Uno degli apparecchi più usati è il lisciometro Bekk che misura il tempo, in secondi, necessario perché il vuoto generato da una colonna di mercurio scenda da 380 a 360 mm; l’apparecchio è dimensionato in modo che penetrino in esso 10 cm3 di aria attraverso un foro di 1 cm2, passando tra una superficie piana ricoperta di vetro e la superficie della carta in esame; l’aria passerà in quantità tanto minore quanto gli interstizi sono piccoli, ovvero quanto la superficie della carta è liscia.

Assorbimento Klemm - E’ basato sul carattere idrofilo delle materie fibrose, cui la raffinazione modifica e riduce questa capacità. La prova col metodo Klemm indica la capacità di una striscia di carta di assorbire acqua, per capillarità, dopo 10 minuti di contatto. Il valore espresso in mm sarà tanto più alto quanto maggiore è il potere assorbente del campione.

Solidità alla luce - (solo a scopo conoscitivo) - La solidità alla luce è una delle caratteristiche più importanti per le carte decorative. Si applicano in pratica, metodi e apparecchiature in uso corrente per i tessili, tenuto conto che le esigenze dei tessuti sono le stesse dei laminati; vi immaginate sostituire l’antina di un mobile dopo qualche tempo e accorgersi che il colore della parte vecchia è smunto e degradato? Questa è una ricerca applicata su tutti i prodotti che entrano nelle carte per laminati, pigmenti e inchiostri da stampa. Uno degli apparecchi usati per il controllo della solidità alla luce è il Fade-Ometer (e Xenotest). L’apparecchio comprende, come parte essenziale, una sorgente di radiazioni di potenza elevata, che produce in un tempo molto breve un effetto analogo a quello della luce solare (si dice che simula lo “spettro solare” di un giorno del mese di giugno all’ora di mezzogiorno della città di New York). La lampada si trova al centro di una camera di prova sotto una campana di vetro speciale, attorno alla quale sono collocati i porta campioni che girano lentamente con velocità costante in modo che tutte le provette siano irradiate allo stesso modo. I campioni esposti sono per metà coperti, l’altra metà è esposta per un tempo stabilito: 24, 48, 96, 150, 300 ore o oltre, trascorso il quale si tolgono i campioni e si valuta l’eventuale degrado subìto, confrontando la parte esposta e la parte rimasta coperta. Il riferimento utilizzato è la “Scala Lana”, ovvero una scala colorimetrica costituita da strisce di tessuto realizzate miscelando in proporzioni crescenti due coloranti blu, uno solido alla luce ed uno poco solido. Questo è un mezzo fondamentale per la selezione delle materie prime (biossido di titanio, pigmenti coloranti per la carta e per gli inchiostri). Altro apparecchio usato è Lo Xenotest, ove si utilizza come sorgente di radiazioni una lampada allo Xeno della potenza di 1500 W avente temperatura di colore compresa fra 5500 e 6500 Kelvin.

Temperatura di colore – Viene specificata con un numero corrispondente alla temperatura cui occorre portare un corpo nero affinchè la sua emissione provochi una sensazione di colore uguale a quella dell'illuminante considerato e si esprime in Kelvin.